Dopo la presentazione di Métiers d’art 2015-2016 all’interno degli studios di Cinecittà a Roma, la casa di moda Chanel è stata accusata di plagio. È subito scandalo.
I maglioni Fair Isle con fiocchi di neve e fantasie geometriche sono stati protagonisti delle passerelle a Cinecittà e hanno colpito tutti, non per la loro originalità, ma per la loro somiglianza con la collezione di Mati Ventrillon.

La designer scozzese aveva lanciato nel 2012 la linea in lana Shetland per omaggiare le proprie origini. La stilista aveva creato diversi pullover con lo stesso identico motivo, tipico dell’isola Fair, appositamente per il giubileo della regina Elisabetta.

Mati Ventrillon

Mati Ventrillon

Un’accusa simile sarebbe capace di rovinare l’immagine della maison, si potrebbe pensare. Invece è accaduto proprio il contrario.

Chanel, ancora una volta, non smentisce la propria grandezza. Anche i migliori sbagliano, quindi è stato ammesso l’errore e sono state presentate pubbliche scuse. La casa di moda includerà la dicitura “Mati Ventrillon design” nei propri comunicati e le riconoscerà la fonte di ispirazione. È stato così riconosciuto il patrimonio e il know-how di Fair Isle.

Molti copiano, pochi lo ammettono. La maison spiega di non essere stata a conoscenza dei modelli creati dalla stilista scozzese, ma si assume le responsabilità dello sbaglio avvenuto per disfunzioni interne al proprio team creativo.
Chanel è da sempre sinonimo di originalità e innovazione. In questo caso il brand ha messo da parte il buon nome e ha tutelato non i propri interessi ma la creatività di ogni stilista.