Gli abiti che hanno fatto la storia della moda ( FOTO)

Ricordati sin dalla loro prima apparizione, sono gli abiti creati da maestri di stile ed eleganza che, negli anni, sono rimasti icone di stile ed eleganza segnando il mondo della moda. Rivoluzionari, artistici, minimal ed eleganti, vediamo insieme quali sono gli abiti che hanno segnato la storia della moda.

Il tubino nero di Givenchy

Il black dress che tutte le donne desiderano, il primo black dress, è quello indossato da Audrey Hepburn nel celebre film Colazione da Tiffany. Il tubino nero indossato per la prima scena della commedia romantica venne catapultato nell’immaginario collettivo come l’abito perfetto. Disegnato da Givenchy, divenne il protagonista indiscusso del film ed ancora oggi viene ammirato, rivisitato e ricordato da tutti come il tubino di Colazione da Tiffany.

blog.maisonmilano.it

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Il Mondrian Dress di Yves Saint Laurent

Yves Saint Laurent negli anni ’60 è alla ricerca di nuove linee che rappresentassero la forma femminile e, come ogni genio creativo, trova nell’arte la sua musa ispiratrice.
Incantato dal minimalismo cromatico e dalle linee essenziali, che incrociandosi tra loro formano netti e decisi quadrati monocromatici del quadro di Mondrian, Yves Saint Laurent, in linea con le tendenze degli anni ’60, decide di riprodurre in abito quel capolavoro.
Nasce così nel 1965 il Mondrian Dress. In lana e jersey, questo abito dalla linea pulita e semplice nasconde la creatività dello stilista che si serve della rappresentazione grafica per nascondere sapientemente le cuciture dell’abito. Questo viene ridotto ai minimi termini per scivolare sul corpo della donna donandole quell’allure minimal che rimarrà impressa negli anni.

Il tailleur Bar di Dior

Il tailleur nella sua forma più elegante è lui, l’inconfondibile tailleur creato da Dior nel 1947 che segnava prepotentemente l’inizio di un’epoca: il New Look.
Il tailleur, che fino ad ora veniva destrutturato, ritorna a segnare la figura femminile grazie alla maestria di Dior nell’esaltare i punti cruciali del corpo femminile: seno, vita e fianchi. La giacca, realizzata in shantung color crema dalle falde arrotondate, si appoggia sulla gonna plissettata e svasata che conferisce alla silhouette armonia e fascino.

telegraph.co.uk

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Il tailleur in tweed di Chanel

Dici tweed e pensi Chanel. Inevitabile il connubio e l’associazione tra la signora dello stile che ha rivoluzionato la moda a partire dagli anni’20 e il tessuto che più rappresenta questa rivoluzione.
Infatti non c’è tailleur Chanel che si rispetti senza l’utilizzo del tweed. L’idea nasce nei primissimi anni ’20 quando Chanel, stanca di bustini e gonne ampie, decide di liberare il corpo della donna e per farlo utilizza un tessuto tipicamente maschile: il tweed. Il tailleur realizzato da Chanel, dalla linea semplice con profili scuri, da allora non è mai uscito di scena riconfermandosi di anno, in anno capo must have.

L’abito Aragosta di Elsa Schiaparelli

Il sodalizio tra arte e moda è qualcosa di inscindibile. Elsa Schiaparelli, genio indiscusso della moda, ha stravolto il modo di vedere gli abiti non più come semplice capo da indossare, ma come delle vere e proprie opere d’arte. E come queste, ogni abito realizzato dalla stilista celava dietro la sua bellezza mozzafiato un significato profondo.
L’abito che più rappresenta questa unione è quello realizzato con il pittore surrealista Salvador Dalì: l’abito Aragosta.
Realizzato nel 1937 il vestito in seta bianca presenta un’aragosta disegnata sul fianco e contornata da ciuffi di prezzemolo sparsi su tutta la circonferenza. L’abito ebbe subito un enorme successo tanto che Wallis Simpson, lo acquisto per la sua singolare decorazione che celava significati ben più profondi e maliziosi.

cherryballart.com

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L’abito di Valentino

L’abito è divenuto un vero simbolo di stile molti anni dopo la sua creazione, quando l’attrice Julia Roberts lo indossò in occasione degli Oscar nel 2001. L’abito in velluto e chiffon nero con decorazioni di raso bianche era stato realizzato nel 1992 e indossato in occasione del Sanremo del 1993 da Milly Carlucci. Ora è una vero è proprio punto di riferimento nel mondo moda, dal fascino immutabile e conservato gelosamente negli archivi della maison.