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Stefano Ricci e le cravatte cucite a mano in Basilicata (FOTO)

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Eleganza, attenzione ai dettagli e made in Italy. Alta moda e lusso artigianale: sono questi i punti di forza del successo della casa di moda fiorentina Stefano Ricci, da oltre quarant’anni specializzata nella realizzazione manifatturiera degli accessori maschili di lusso. E quando arte e natura si fondono, quando bellezza dei paesaggi e stile si integrano alla perfezione con idee innovative e allo stesso tempo tradizionali, può nascere qualcosa di più. Si riesce anche ad andare controcorrente decidendo di investire e produrre in Italia, al Sud, in Basilicata. Più precisamente a Castelmezzano, nel potentino, celebre per l’adrenalinico “Volo dell’Angelo” e oggi anche per la prima Via Ferrata di tutto il meridione. Non è solo moda che il brand Stefano Ricci vuole creare, ma è fidelizzazione al prodotto mostrando un forte attaccamento alla terra, alla propria terra.

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Uno degli stabilimenti della maison, l’unico per il momento al di fuori dei confini della regione Toscana, si trova a pochi chilometri da Castelmezzano, uno dei borghi più affascinanti della Basilicata e dell’Italia intera, e a pochi passi dall’agriturismo Il Molino della Contessa, immerso nelle Piccole Dolomiti Lucane. Nella fabbrica, che a vederla dall’esterno sembra una casa come le altre, immersa nell’incantevole paesaggio lucano, ci lavorano 17 ragazze, tutte volutamente del posto. Le donne dello stabilimento producono le cravatte, in colori, forme e tessuti diversi, indossate dal presidente americano, Barack Obama, da quello russo, Vladimir Putin, e da Mister Bee, il thailandese che ha ultimamente rilevato quote del Milan.
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E non solo. Dopo un iniziale periodo di formazione della durata di due mesi, con personale esperto che si recava in Basilicata direttamente da Firenze, oggi le ragazze producono sicure, spedite e senza l’ausilio di macchinari, papillon, fasce per smoking, pochette e sacchetti per scarpe, acquisendo sempre di più una manualità che rispecchia in toto gli standard prestabiliti dall’azienda. Ogni giorno tagliano, cuciono, scelgono stoffe e pellami preziosi e tagliano cravatte altrettanto preziose. Tutto interamente fatto a mano. Una storia da raccontare, insomma. Un’idea nata da Niccolò Ricci, figlio di Stefano e amministratore delegato della maison, durante una vacanza in terra lucana. L’imprenditore, dopo aver provato il “Volo dell’Angelo” tra i comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa, si innamorò letteralmente e perdutamente di quei luoghi e paesaggi fino a quel momento a lui sconosciuti che aveva attraversato in volo, al punto da volerci impiantare uno stabilimento, a condizione che a lavorare a mano fossero le donne del posto. Da qui l’idea, oggi innovativa se si pensa alla crisi del made in Italy dovuta ai costi di produzione, di creare un legame forte tra il territorio e lo stile e facendo della Basilicata una piccola parte del proprio know-how.
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Ed è bello scoprire come in posti dove non ti aspetti emerge un pezzo di moda da raccontare. Perché è proprio capendo il dietro le quinte che si comprende il motivo per cui i capi di Stefano Ricci siano così spettacolari.