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Gucci, campagna pubblicitaria censurata: la modella era “magra in modo non sano” (FOTO)

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Un esempio di sbagliata gestione dell’alimentazione è quello delle modelle attuali: corpi magrissimi, spigolosi, scarni.
Il modello estetico oggi si basa su questo tipo di forme costringendo migliaia di ragazze a dimagrire fino all’osso, fino a lasciar rimanere solo l’incubo di ogni caloria ingerita.
L’anoressia è una malattia psichica prima che fisica, coinvolge l’intera parte del cervello e batte su un chiodo fisso: essere una taglia 38.
Il dramma di tale pratica prevede un’insicurezza di fondo, propria di ogni ragazza che si definisca tale, ponendola in cattiva luce verso se stessa.
Una sorta di Dr. Jekyll e Mr. Hyde, il corpo combatte con il desiderio di aderire a un certo canone di bellezza imposto dalla società e dai benpensanti che attraverso i social e i media, come le campagna pubblicitarie, proclamano il “bello”.

È il caso di Gucci questa volta: è stata censurata la campagna pubblicitaria della collezione Cruise 2016 che presentava alcuni scatti con una modella considerata “magra in modo non sano“.
La modella in questione è Avery Blanchard, sedicenne tra i volti emergenti della IMG Models e presente già sulle più importanti passerelle.
A censurare la campagna pubblicitaria è stata l’ASA, associazione che si occupa del format standard delle campagne pubblicitarie, che ha definito lo spot irresponsabile“.
Inoltre – ha aggiunto l’ASA – la posa allungata del busto accentua il punto vita, che sembra essere molto piccolo. Abbiamo anche notato che l’espressione del viso è cupa e il trucco scuro, in particolare attorno agli occhi, facendo sembrare il volto scarno“.
Gucci si è difesa però dicendo che il trucco era leggerissimo proprio per non accentuare le forme del viso e che la modella era sì magra, ma non malata.

Gucci presta la massima attenzione alle modalità di selezione delle modelle e a come vengono raffigurate nelle nostre campagne pubblicitarie. Prendiamo atto, pur non condividendola, della sentenza dell’ASA (Uk Advertising Standards Authority) che è un’istituzione indipendente, in riferimento ad una modella apparsa in un’immagine della nostra campagna Cruise 2016. La programmazione di tale campagna, come previsto da pianificazione originaria, è terminata a dicembre 2015“.
L’azienda fiorentina si è impegnata inoltre a non mostrare più determinati corpi nelle campagne pubblicitarie e di porsi attenta e responsabile.

Il fenomeno dell’anoressia non è così lontano dalle passerelle, ad oggi si ammalano ogni giorno 8 ragazze su 10 per un solo, unico drammatico scopo, ovvero quello di rinunciare alla vita per raggiungere il bello estetico.
La domanda, allora, nasce spontanea: ma cos’è davvero bello?