Home Stili e Tendenze Coliac Shoes, la linea di scarpe gioiello vegane e chic (FOTO)

Coliac Shoes, la linea di scarpe gioiello vegane e chic (FOTO)

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Credits Foto: Miriam de Nicolò

Presentata in occasione dell’ultima settimana della moda milanese, quella di Coliac è una collezione di scarpe all’insegna dell’etica, in grado di unire la filosofia vegana alla bellezza delle scarpe Made in Italy per un risultato davvero particolare, ma soprattutto animal friendly. L’anima creativa del brand è Martina Grasselli, una giovane designer che ha già lavorato per Stella McCartney, Jean Paul Gaultier e Christian Louboutin e che ora emerge con la sua personale collezione: un misto di materiali innovativi alternativi alla pelle, tanta creatività e la qualità artigianale del Made in Italy.

Questi gli ingredienti che rendono le sue scarpe realizzate in ecopelle dei modelli unici, veri e propri gioielli impreziositi da piercing dalle forme particolari, ispirate a meccanismi meccanici nei colori blu, platino, rosa nero ed effetto glitter, ma ingentilite da strass e perle vistose. In questo modo le linee maschili si mescolano ai particolari femminili dando vita a scarpe gioiello che si ispirano però in tutto e per tutto allo stile street, al mondo rock e al black londinese stravagante.

I modelli riprendono le forme della derby shoe e dello stivaletto, creando anche formule alternative e ostentate come sandali, slip on e sneakers, trasformate grazie ad applicazioni di paillettes. Quelli della linea vegana si contraddistinguono proprio per il logo stampato a caldo in argento. La dimostrazione questa che lo stile unico e originale si può creare anche con l’aiuto di materiali in tutto e per tutto vegan. Come indossare queste scarpe davvero particolari? Con look prettamente maschili, in grado di giocare sull’ambiguità, inserendo però un tocco super femminile a sorpresa. Pantaloni culotte, pezzo di tendenza di questa stagione, dalle tasche laterali e dalle linee rigide oppure jeans boyfriend con l’orlo tagliato al vivo.

[Credits Foto: Miriam de Nicolò]