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I momenti di moda più controversi del 2014

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La moda del 2014 ha visto il successo dei crop top, delle gonne attillate e della logo-mania, dei cappotti giganti e delle felpe con grafiche futuristiche. Abbiamo perso la leggenda Oscar de la Renta, ma tra gioie e dolori, ci sono stati momenti memorabili e soprattutto controversi, che sono una lista può fargli giustizia.

Jean Paul Gaultier, dopo 33 anni di collezioni e 38 di lavoro lo stilista, lascia il mondo del pret a porter, mettendo in scena nel cinema teatro che frequentava da bambino un ironico musical per il suo “nuovo inizio”. Si concentrerà sulla couture e su altri progetti: “Motivo? I tempi della moda sono troppo serrati“.

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Kim Kardashian non poteva sfuggire ai momenti di moda più controversi, naturalmente. La star dei reality, ha posato su Vogue, in cui appare accanto al neo marito Kanye West, e anche posato nuda per la copertina della rivista Carta, ricreando la foto “Champagne Incident” di Jean-Paul Gouce.

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La catena d’abbigliamento Zara è stata sotto polemica per la vendita di una camicia a strisce per bambini, impreziosita da una stella gialla, paragonata alla divisa indossata dai prigionieri ebrei nei campi di concentramento.

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Rihanna e Miley Cyrus hanno sconvolto il tappeto rosso con due outfit Tom Ford dalla sua ultima collezione. Mentre Rihanna indossava un abito di cristallo trasparente tempestato di brillantini con capezzoli floreali annessi, Miley ha mostrato la sua figura in un abito stile bondage.

Victoria Secret, il gigante di lingerie ha dovuto rinominare la sua campagna pubblicitaria, da “Perfect Body” a “un corpo per tutti“.

I momenti di moda più controversi del 2014

La modella Lara Stone ha posato quasi nuda per la rivista Glamour, mostrando il suo corpo dopo il parto, senza l’aiuto del photoshop.

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I manichini skinny, privi di forme femminili, hanno campeggiato per giorni le vetrine di Gap a Londra, La Perla a New York con manichini con costole sporgenti, Primark e Topshop finito al centro della bufera per un’immagine postata sul web per protesta. Chi segue la moda come fatto sociale, quale in realtà è a tutti gli effetti, non può che disapprovare una simile trovata di cattivissimo gusto: c’è chi dice che il diffondersi delle malattie alimentari nella società Occidentale non è causato anche dai modelli dominanti imposti dal fashion e show biz. Dobbiamo crederci?

Miley Cyrus fotografata da Karl Lagerfeld, in stile da Carlyne Cerf De Dudzeele.

Vogue Italia ha fatto della violenza domestica l’oggetto del suo numero di aprile 2014, con un servizio di moda che assomigliano più fotogrammi di un film dell’orrore. Il risultato è stato scioccante.

I social media sono stati di supporto alla tendenza plus-size. #Fatkini era l’hashtag trend nella stagione estiva, che ha visto le donne di tutte le forme e dimensioni che abbracciano la loro figura accettandosi e volendosi bene, pur non avendo un corpo da modella. Ma mentre alcuni hanno adorato la campagna, altri hanno polemizzato che questo non era un bel vedere, promuovendo una campagna per il corpo sano.

credits: www.independent.co.uk