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Giorgio Armani: ‘non vestitevi da gay’

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Intervistato dal Sunday Times (noto giornale distribuito nel Regno Unito e in Irlanda), il re delle passerelle Giorgio Armani ha detto la sua sull’abbigliamento dei gay, invitandoli a vestirsi da uomo e non facendo puro esibizionismo.
“Quando l’omosessualità è esibita all’estremo, come per dire: ah, sai sono omosessuale; diventa quasi un qualcosa di fastidioso, non ha niente a che fare con me. Un uomo deve essere un uomo”.
Armani sembra proprio non risparmiarsi ribadendo quest’ultimo punto e sottolineando che un uomo omosessuale è uomo al 100%, non è diverso dagli altri, anzi, è un uomo con qualcosa in più e non ha bisogno di vestirsi da omosessuale per evidenziare la sua preferenza sessuale.

Continua l’intervista parlando, poi, degli eccessivi muscoli negli uomini e dell’utilizzo inappropriato della chirurgia estetica nelle donne.
A proposito dei ragazzi iper muscolosi, aggiunge: “Non mi piace il ragazzo muscoloso, la troppa palestra. Mi piace qualcuno in salute, tonico, che cura il suo corpo ma non usa troppo i muscoli e soprattutto non prende porcherie per farlo. Per quanto riguarda la chirurgia preferisco guardare una donna naturale che ha il coraggio di invecchiare e non fare di tutto per sembrare più giovane”.

Il mondo della moda è pieno di omosessuali, qualcuno lo smentisce ma in molti continuano a pensarlo: stilisti, modelli o truccatori nessuno escluso.
La moda anche se magari non nel suo entourage, è sempre stata molto gettonata e ha sempre affascinato il mondo gay e loro hanno sempre affascinato i più grandi stilisti.
Lo stilista americano Thom Browne disse che senza Ralph Lauren la moda americana non esisterebbe; senza Armani, non solo non esisterebbe la moda italiana come la conosciamo, ma non esisterebbe neppure il moderno «sistema moda». Le sue parole, infatti, hanno sempre un grande peso. Parole con le quali lo stilista ormai ottantenne vuole evidenziare che oggi, purtroppo, si diventa gay per imitazione, per osmosi o più semplicemente per moda, tutto ciò indotto, forse, dall’ambiente o dalla società, qualcosa da seguire e palesare a tutti i costi, calpestando i sacrifici di chi combatte ancora oggi per l’egualità e i propri diritti in una società apparentemente alla moda ma palesemente kitsch.

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