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Corso Como 10 rischia il fallimento

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4,6 milioni di Euro potrebbero essere la causa della chiusura di uno dei luoghi più chic della Milano bene. Corso Como 10: una location unica creata nel 1991 da Carla Sozzani, sorella della direttrice di Vogue Italia Carla Sozzani, adesso rischia un fallimento indetto da Equitalia. Secondo la società proprietaria del negozio e spazio polifunzionale, la Dieci Srl, aveva chiesto la rateizzazione dei debiti fiscali ma non ha pagato puntualmente il dovuto. I legali negano e sostengono che il giudice del lavoro ha concesso una proroga per il versamento dei contributi.

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Corso Como 10 è una vera icona milanese costituito da un concept store, una galleria d’arte, un ristorante ed un hotel. Un luogo perfetto che ha ospitato tanti pezzi in mostre d’arte, di moda, dai capi di abbigliamento e accessori, ai libri e pezzi d’arredamento. Trovato nel cuore della movida milanese, una via ricca di locali e turisti che vengono da ogni parte del mondo, Corso Como 10 è il luogo perfetto dove poter gustare per la prima volta un aperitivo alla milanese. È collocato su una romantica casa di ringhiera, non troppo grande, con un mood retrò nei tavolini all’aperto, accerchiato dal verde, dividendosi dal dentro, in cui è possibile captare una full-immersion nella moda con i nomi più conosciuti del fashion system, da fotografi a stilisti.

Questo piccolo vicolo di romanticismo surreale sembrerebbe imminente al declino. 4 milioni di soli debiti scaduti e il resto divisi tra contributi e sanzioni legate ai mancati pagamenti. La società proprietaria, dopo aver chiesto due volte la rateizzazione delle spese, ha fatto richiesta per una terza rateizzazione, da 72 a 120 mensilità. Quest’ultima è stata negata senza alcun motivo apparente, pertanto, gli avvocati della società si sono rivolti alla commissione tributaria provinciale e al giudice del lavoro. Quest’ultimo ha emesso “un provvedimento in via d’urgenza per concedere un’ulteriore proroga dei pagamenti” mentre la commissione tributaria non si è ancora pronunciata. Domani, mercoledì 16 si esprimerà il tribunale di Milano per decretare il giudizio finale.

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