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Greenpeace denuncia l’utilizzo di sostanze dannose nei capi di abbigliamento sportivi

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“Ma come ti vesti ?” è la domanda con cui Enzo Miccio e Carla Gozzi esordivano in ogni episodio di I love shopping. Lo stesso dubbio sorge spontaneo anche in questo caso eppure ha un valore totalmente diverso.
Davvero sappiamo cosa indossiamo?

Viene così alla luce una notizia allarmante, in quanto i più grandi marchi di abbigliamento sportivo come The North Face, Patagonia, Mammut, Salewa e Columbia utilizzano PFC– composti polifluorati e perflorurati- per impermeabilizzare i propri prodotti.

Lo sport è una delle attività principali per tenersi in forma e avere uno stile di vita equilibrato.
Attività sportive di diverso genere sono all’ordine del giorno e anche in quei momenti un occhio di riguardo va anche all’abbigliamento, meglio se realizzato con materiali tecnici e specifici.
Nei mesi scorsi gli appassionati di sport di tutto il mondo sono stati chiamati a votare sul sito di Greenpeace i prodotti sportivi che più utilizzano. Da questo sondaggio l’associazione ambientalista ha condotto un’indagine prendendo in considerazione 40 capi, non solo di abbigliamento, ma anche zaini, scarpe, corde e sacchi a pelo.

La denuncia arriva dal rapporto pubblicato da Greenpeace il 25 gennaio che si chiama “Tracce nascoste nell’outdoor”, che evidenzia come queste sostanze chimiche siano molto pericolose. Sono infatti dannose non solo per l’ambiente, ma anche per la propria salute, possono provocare numerose patologie e malattie gravi tra cui il cancro.

I PFC sono realizzati chimicamente, non hanno alcuna origine naturale, quando vengono rilasciati nell’ambiente si degradano lentamente ed entrano nella catena alimentare contaminandola. Sono stati trovati perfino nelle aree più remote del pianeta, in animali come delfini e orsi polari e nel sangue umano.
Marchi popolari come The North Face e Mammut che si professano sostenitori dell’ambiente e della salute così non mostrano rispetto per la natura.
Il 7 Dicembre scorso è stata firmata la Dichiarazione di Madrid, un accordo tra più di 200 scienziati e 38 paesi che vieta l’uso di qualsiasi tipo di sostanza che contenga polifluorati e perflorurati nella produzione di beni di consumo.

Bisogna sensibilizzarsi in segno di rispetto per noi stessi e per la natura, il cambiamento può partire in primis da chiunque compri questi prodotti. Per iniziare questa via Paramo Directional Clothing ha annunciato il suo impegno a non utilizzare più sostanze nocive nei propri prodotti.