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Otto anni senza Gianfranco Ferré, l’architetto della moda

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Da una laurea in architettura al Politecnico di Milano alle scene della moda Made in Italy negli anni ’80 e ’90, Gianfranco Ferré è stato nel suo tempo un rivoluzionario di eleganza, trasportando il suo amore per l’arte e per le belle forme nel lussuoso mondo della moda.

Lo stilista nacque a Legnano nel 1944. Dopo la maturità si iscrisse in architettura al Politecnico di Milano laureandosi nel 1969 con una tesi sulla “Metodologia dell’approccio alla composizione”. Durante gli anni dell’università, Ferré iniziò un po’ per caso a disegnare e realizzare bijou da regalare alle amiche, e fu in questo modo che le sue creazioni vennero notate da Rosy Biffi, titolare di una boutique, che decise di esporli nel suo show room proponendoli ai compratori. Dopo il successo come creatore di bigiotteria (le sue creazioni apparvero anche su riviste di moda come Grazia), Ferré – affascinato dalla cultura indiana- intraprese vari viaggi in India dove visse e lavorò per diversi anni. Il soggiorno in India maturò il suo estro creativo e catturò completamente lo stilista che, nel corso degli anni, trasferì sempre un po’ di quell’atmosfera nelle sue collezioni.

Nel 1978 fondò la maison omonima, mentre nel 1989 venne nominato direttore artistico della maison Dior, un incarico che Ferré portò avanti fino al 1996, anno in cui la direzione passò nella mani di John Galliano. Una decisione sofferta quella di lasciare Dior, ma presa con coscienza. La sua casa di moda stava ottenendo grandi successi, erano da poco state lanciate la linea Gieffeffe con Marzotto e la linea di jeans con l’azienda Itj, inoltre lo stilista stava lavorando all’espansione della sua azienda in America.

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“Sono fiero di aver lavorato da Dior dall’ ’89 a oggi e di aver continuato la tradizione della cultura francese. Un’esperienza bella e unica, ma ora devo pensare al mio nuovo futuro. È stato come un esame di coscienza”.

Con la sua maison Gianfranco Ferré, lo stilista lombardo ha rivoluzionato più di ogni altra cosa il concetto di camicia bianca, considerandola il “lessico del suo stile”.

“Nel lessico contemporaneo dell’eleganza mi piace pensare che la mia camicia bianca sia un termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole.”

Da architetto quale egli era, costruiva passo dopo passo le sue creazioni partendo dall’accostamento dei materiali, creando così dei capi strutturati dai tagli perfetti e sorprendenti.

Gianfranco Ferré si è spento il 17 giugno del 2007 in seguito ad un’emorragia celebrale, lasciando nel mondo della moda e nel Made in Italy un segno indelebile e un vuoto incolmabile.